Esami

Cistoscopia

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Con la cistoscopia si visualizza l’interno dell’uretra fino ad arrivare alla vescica grazie a uno strumento detto cistoscopio. Lo scorrimento del cistoscopio dall’ingresso dell’uretra (il foro che si trova alla punta del pene, da dove fuoriesce l’urina) permette di indagare alcune patologie a carico del tratto esaminato e della vescica.

A cosa serve

Per molte malattie della vescica, un’indagine approfondita e invasiva come la cistoscopia è sempre più richiesta vista l’assenza di altri metodi diagnostici non invasivi.

I casi in cui viene maggiormente impiegata riguardano le diagnosi per esclusione di:

  • cistiti particolarmente resistenti,
  • calcoli alla vescica,
  • tumori alla vescica,
  • iperplasie prostatiche.

Oltretutto, grazie alla possibilità di avvalersi del cistoscopio come strumento interventistico, tramite l’inserimento di appositi strumenti è possibile effettuare biopsie o rimozioni di tumori molto piccoli.

Altre diagnosi fattibili grazie alla cistoscopia riguardano le patologie di restringimento dell’uretra, come le stenosi.

Come si fa la cistoscopia

L’esame viene generalmente condotto in ambito ospedaliero in regime di day hospital, si effettua applicando generalmente un gel anestetizzante localmente, tuttavia in alcuni casi è richiesta una sedazione più o meno profonda fino a una vera e propria anestesia generale in caso si incontrino pazienti particolarmente contrariati dalla tipologia di esame.

Una cistoscopia non dira più di 5 minuti. Il cistoscopio flessibile ha un diametro davvero molto piccolo e spesso permette di essere inserito in uretra senza che il paziente avverta alcun dolore, piuttosto un fastidio consistente. Generalmente i pazienti che vengono sedati si sottopongono a cistoscopie di durata maggiore, 15-20 minuti.

Prima di iniziare l’esame la vescica deve essere necessariamente svuotata completamente.

Una volta che il paziente sia disteso sul letto, piegherà le ginocchia e porrà i piedi a staffa, dopo aver cosparso il gel anestetizzante o aver somministrato il sedativo endovena si procederà all’inserimento del cistoscopio esaminando gradualmente sia in ingresso, che successivamente in uscita, l’uretra e la vescica.

L’osservazione delle vescica avviene tramite la perfusione della stessa vescica con una soluzione iniettabile sterile che permetta di osservare più chiaramente le pareti. In questa circostanza verranno effettuate eventuali biopsie o altre procedure.

Chi deve effettuarla

Non vanno effettuate cistoscopie quando vi siano:

  • infezioni acute,
  • stenosi uretrali conclamate (ci si ferma all’uretra in questo caso),
  • casi di ipersensibilità al lattice o alla lidocaina.

La cistoscopia è dolorosa?

Ormai vengono utilizzati per la maggiore cistoscopi flessibili, questo ha di molto ridotto l’impatto dell’esame sulla sensibilità al dolore dei pazienti. Con i cistoscopi rigidi di prima generazione l’esame era, a dire il vero, abbastanza doloroso.

Quando si verifichino effetti dolorosi in corso di esame si fa ricorso a farmaci anestetizzanti e sedativi.

L’esame non è comunque pericoloso ma prevede, anche se in rari casi, una certa percentuale di effetti collaterali:

  • emorragine,
  • irritazioni,
  • dolore addominale,
  • bruciore alla minzione,
  • infezioni secondarie.

In genere la sintomatologia di queste problematiche è autolimitante e tende a risolversi gradualmente senza interventi importanti.

Come ci si prepara all’esame

Prima di una cistoscopia, sotto indicazione medica in specifici casi, potrebbe essere necessario effettuare una preparazione antibiotica. La vescica va svuotata. Un teste delle urine andrebbe effettuato con antibiogramma. Un test del sangue per valutare differenti parametri andrebbe effettuato nel caso sia prevista un’anestesia.