Patologie

Ipogonadismo

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L’ipogonadismo è una patologia che coinvolge il sistema endocrino, in sua presenza si verifica una riduzione degli ormoni sessuali in entrambi i sessi, una condizione che peggiore col tempo e con l’età.

Sia negli uomini che nelle donne l’ipogonadismo può essere primario o centrale, il primo è dovuto a un malfunzionamento dei testicoli e delle ovaie, mentre il secondo a uno scorretto funzionamento dell’ipotalamo o dell’ipofisi.

Intervenire immediatamente per correggere il problema è fondamentale se si vogliono evitare complicazioni come l’infertilità nelle donne e l’impotenza, l’osteoporosi e la debolezza, negli uomini.

Le varie forme di ipogonadismo primario possono essere provocate da malattie autoimmuni, malattie genetiche come la sindrome di Turner e di Klinefelter o malattie dello sviluppo, ma anche infezioni, disturbi a fegato e reni, esposizione a radiazioni e interventi chirurgici.

L’ipogonadismo centrale può essere provocato da emorragie, da problemi genetici, da alcuni farmaci inclusi oppiacei e steroidi, da infezioni, eccesso di ferro, perdita di peso importanti molto veloci, terapie con radiazioni, traumi, interventi chirurgici o tumori.

Una causa diffusa tra gli uomini adulti è l’ipogonadismo dell’adulto a insorgenza tardiva, ovvero, la riduzione graduale dei livelli di testosterone a partire dai quarant’anni, si manifesta con sintomi che si sovrappongono al naturale invecchiamento e con disturbi sessuali.

Inoltre, si accentua maggiormente se sono presenti malattie come il diabete, la sindrome metabolica, l’obesità e problemi cardio-vascolari.

Sintomi

I sintomi dell’ipogonadismo nelle ragazze riguardano l’assenza di mestruazioni, problemi nello sviluppo dell’altezza e del seno e nella fase della pubertà si possono verificare perdita di peli e poca libido. Nei ragazzi si assiste a un aumento del volume del petto, a una riduzione della barba e dei peli, alla perdita di massa muscolare e a problemi sessuali.

L’ipogonadismo può anche avere inizio durante il periodo fetale, se l’organismo del feto, non riesce a produrre abbastanza testosterone, gli organi genitali potrebbero non svilupparsi adeguatamente.

Se l’ipogonadismo si presenta nell’uomo in età adulta, può portare ai seguenti sintomi:

  • disfunzione erettile;
  • problemi di infertilità;
  • riduzione di barba e peli corporei;
  • perdita di massa muscolare
  • osteoporosi
  • ginecomastia.

Nella donna in età adulta si possono manifestare questi sintomi:

  • mancanza di ciclo mestruale
  • ridotto sviluppo del seno
  • perdita di capelli
  • vampate di calore
  • libido ridotta o assente
  • perdita di liquido lattiginoso dal seno

Diagnosi

La diagnosi di ipogonadismo comprende vari test ed esami diagnostici, è prevista la valutazione dei livelli degli ormoni SH e LH e degli estrogeni nelle donne e del testosterone negli uomini, l’esame obiettivo, l’anamnesi del paziente e talvolta, i medici possono decidere di prescrivere alcuni test per immagini come l’ecografia, la TAC o la risonanza magnetica nucleare.

Gli esami di dosaggio ormonale vengono effettuati su un campione di sangue del paziente; l’esame obiettivo è la valutazione medica dei sintomi che comprende la ricerca di quelli più caratteristici dell’ipogonadismo, in questo caso, il medico potrebbe esaminare la massa muscolare, il cuoio capelluto e l’aspetto dei genitali.

I test per diagnostica per immagini, invece, sono molto utili poiché permette di valutare lo stato di salute dei genitali e andare alla ricerca di eventuali tumori al cervello o nell’ipofisi, solitamente, vengono prescritti successivamente a quanto emerso con gli esami precedenti.

Inoltre, per diagnosticare correttamente l’ipogonadismo potrebbero essere prescritti:

  • analisi del sangue per controllare i livelli di ferro
  • analisi di verifica del livello di prolattina
  • conta spermatica
  • test genetici
  • analisi della tiroide
  • ecografia di ovaie o testicoli
  • RMN al cervello
  • Valutazione del profilo metabolico osseo
  • MOC

È importante, nel caso si presentassero alcuni sintomi che potrebbero essere una spia di questa patologia, recarsi tempestivamente dal medico che potrà prescrivere tutti i test diagnostici e arrivare precocemente a una diagnosi.

Terapia e prevenzione

Il trattamento dell’ipogonadismo prevede terapie diverse in base al sesso del paziente, a meno che all’origine non ci sia una malattia specifica dell’ipotalamo o dell’ipofisi, come un tumore ipotalamico o un tumore ipofisario.

La terapia di prima linea per l’ipogonadismo femminile comprende la terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni, questa, tra i possibili effetti avversi, ha la possibilità di favorire il rischio di tumore all’endometrio ma, secondo alcuni studi, la combinazione con esogeni e una certa dose di progesterone potrebbe limitare il problema.

Ed è il testosterone, somministrato in piccole quantità, che viene utilizzano in caso la donna presenti scarsa libido mentre, per l’irregolarità del ciclo mestruale o per la difficoltà di concepimento, i medici possono prescrivere la coriogonadotropina alfa o l’FSH esogeno.

Il trattamento dell’ipogonadismo maschile consiste in una terapia sostitutiva di testosterone, quindi, nell’iniettare testosterone esogeno, tra gli effetti indesiderati, ci sono l’aumento del rischio di infezioni cardiovascolari e degli infarti.

In aggiunta, potrebbe anche essere necessaria la prescrizione di GnRH esogeno, utile nei pazienti in età prepuberale o in caso di una produzione di spermatozoi molto ridotta.

Se a provocare l’ipogonadismo è stato un tumore dell’ipotalamo o dell’ipofisi, il trattamento prevede l’esportazione chirurgica della massa tumorale e trattamenti di radioterapia e/o chemioterapia.

Tutte le forme di ipogonadismo provocate dall’anoressia nervosa possono essere prevenute con buone abitudini alimentari, nell’adulto, la migliore prevenzione è quella di adottare uno stile di vita sano, seguendo un’alimentazione corretta e bilanciata e facendo un po’ di moderata attività aerobica quotidiana.