Frattura del pene

La frattura del pene è una situazione che, sebbene rara, può verificarsi ed è importante sapere cosa fare al momento dell’infortunio ed a posteriori per curare la zona e recuperare il prima possibile.

Il trauma del pene è un’entità abbastanza rara nelle emergenze andrologiche. In effetti, i casi veramente gravi hanno un’incidenza approssimativa di 1 su 175.000 ricoveri ai servizi di urologia e andrologia. In generale, i casi di frattura del pene sono rari nei pronto soccorso degli ospedali, ma si verificano ancora. Perché?

Cause

La causa più comune è il sesso penetrativo. Il rapporto è responsabile del 46% delle fratture del pene dovute all’impatto del pene eretto contro la sinfisi pubica o il perineo del partner dopo che il pene esce dalla vagina.

Quanto alle posizioni che possono predisporre maggiormente a una frattura di questo tipo, sarebbero quelle in cui la posizione della donna consiste nello stare sopra. Sebbene ci siano anche altre cause. Tra quelle descritte vi sono anche la masturbazione, nel 18% dei casi, un trauma contusivo, una flessione forzata, una rotazione a letto con il pene eretto o (strano a dirsi0) una caduta dal letto sul pene, e ancora l’elettroshock, l’autolesionismo o morsi di animali.

Per capire come il pene può fratturarsi, è importante sapere come questo sia fatto. Il corpo del pene è costituito da tre cilindri erettili, tutti ricoperti dalla pelle. I tre cilindri erettili sono i corpi cavernosi (responsabili dell’erezione mediante riempimento di sangue) e, in posizione ventrale (nella parte inferiore), il corpo spugnoso dove si trova l’uretra, la cui funzione è la minzione.

I due corpi cavernosi costituiscono la maggior parte del pene e contengono il tessuto erettile. I due cilindri che formano i corpi cavernosi sono circondati da una fitta guaina elastica chiamata tunica albuginea. La rottura dei corpi cavernosi, più comunemente nota come frattura del pene è prodotta da una rottura dell’albuginea, lo strato che circonda i corpi cavernosi, che può interessare uno o entrambi i corpi cavernosi ed essere anche associata a lesioni all’uretra, indicano gli esperti. I meccanismi che predispongono alla sua comparsa sono, nella maggior parte dei casi, legati all’attività sessuale, essendo più frequenti durante una relazione eterosessuale, sebbene si manifestino anche durante una relazione omosessuale o durante la masturbazione.

Queste fratture possono essere conseguenza di un trauma contusivo al pene o di un’eccessiva angolazione del pene e, perché ciò avvenga, è condizione necessaria che l’albuginea sia sottoposta allo stress causato da una forte erezione. Per questo motivo, la frattura del pene è stata considerata una lesione tipica della giovane età dovuta alla manipolazione forzata durante il rapporto.

Sintomi e pene di melanzana

Nella metà dei casi, la presentazione del quadro clinico è costituita dalla triade:

  • perdita di erezione,
  • dolore,
  • rumore sordo di un crac.

Tuttavia, in altre occasioni, può presentarsi atipicamente come dolore addominale e disfunzione erettile.

Nei processi più gravi di frattura del pene il paziente riferisce di aver notato un ticchettio con dolore improvviso nella zona della lesione. Ma senza dubbio, il segno più frequente nella frattura del pene è lo scolorimento, che compare nel 41% dei casi, immediatamente seguito da edema e gonfiore, presente nel 39% dei casi, che conferisce l’aspetto della classica melanzana della frattura del pene, denominato appunto pene a melanzana.

L’emorragia nel meato uretrale e i sintomi urinari suggeriscono una frattura concomitante dell’uretra che si verifica nel 5/6% dei casi.

Trattamento e ripresa

Cosa c’è da fare? In questi casi la prima cosa che il paziente deve fare è recarsi in ospedale, trattandosi di un’emergenza andrologica. Si consiglia un intervento chirurgico immediato, fino a 48 ore dopo il trauma, per correggere la frattura ed esplorare la lesione. Un’alta percentuale di casi operati con intervento chirurgico precoce presenta un recupero dell’erezione con adeguata rigidità. D’altra parte, la chirurgia consente la visualizzazione completa dei corpi cavernosi e l’evacuazione dell’ematoma, con successiva sutura della frattura. Nella maggior parte dei casi, un catetere urinario verrà posizionato per 24-48 ore per riposare l’uretra e un bendaggio compressivo per le prime 24 ore sarà applicato su tutto il pene.

Dopo la risoluzione chirurgica della condizione, il paziente deve condurre un riposo sessuale per almeno 4-6 settimane combinato con trattamento antinfiammatorio e bendaggio compressivo del pene. Nella maggior parte dei casi, il recupero è buono e il paziente può tornare alla normale attività sessuale. Quanto a quando il paziente potrà avere nuovamente rapporti sessuali, si consiglia in un primo momento di iniziare l’attività sessuale attraverso la masturbazione, per verificare l’integrità del pene e acquisire fiducia. Se il processo è andato bene, si può riprendere l’attività sessuale con il partner. In alcuni casi, è possibile considerare l’aggiunta di un trattamento farmacologico per migliorare l’erezione e la fiducia del paziente. In generale, con questo trattamento e seguendo le indicazioni dello specialista, il recupero completo richiederà almeno 4 settimane, anche se a volte è consigliabile attendere qualche settimana in più se c’è stato un grado significativo di lesione.