Patologie

Varicocele

varicocele ai testicoli immagine

Spesso avrete sentito la parola varicocele ma cosa è?

Per varicocele si intende un aumento di volume con ingrossamento del calibro di tutto un gruppo di vasi sanguigni presenti nella sacca scrotale; accade appunto che questo gruppo di vasi sanguigni, specificatamente vene, dal nome plesso pampiniforme si dilata; la funzione di questo gruppo di vene è quello di far defluire il sangue venoso dai tessuti dei testicoli. In una condizione fisiologica normale queste vene hanno un calibro di circa 0,5-1,5 cm mentre nel varicocele possono anche superare i 2 cm di diametro.

In medicina si distinguono due forme di varicocele:

  • quello idiopatico,
  • quello secondario.

Il varicocele idiopatico si presenta quando un malfunzionamento di alcune valvole presenti nei vasi sanguigni non regolano in maniera ottimale il flusso migratorio del sangue all’interno del vaso stesso. Questa condizione è praticamente la stessa che si verifica nelle vene varicose sulle gambe, dove appunto l’anomalo funzionamento delle valvole di ritorno del flusso sanguigno (defluizione in senso opposto al normale) generano un aumento di pressione sanguigna che danneggia i tessuti delle pareti delle vene stesse.

La condizione di malfunzionamento dei vasi sanguigni può interessare tutta la sacca scrotale, infatti il varicocele può presentarsi anche su entrambi i lati  ma generalmente si presenta sul lato sinistro. Si presenta maggiormente sul lato sinistro dello scroto perché il sangue venoso del lato destro sfocia nella vena cava all’altezza dell’inguine, quello del lato sinistro sfocia nell’arteria renale, che è situata più in alto.

Il varicocele secondario è invece una condizione patologica che si verifica per una presente compressione esterna sulle vene dello scroto, tipo aumento di volume di masse tumorali in sede pelvica o addominale.

Il varicocele è una condizione molto comune che si manifesta nel 10-15% della popolazione maschile.

Circa il 40 % degli uomini con problemi di fertilità presenta il varicocele.

Ma anche il varicocele può essere causa di infertilità. Il varicocele può presentarsi in vari gradi (per la precisione 4 in ordine crescente per severità della malattia). Un grado elevato può provocare dolore e inibire anche le attività sessuali con deficit erettivo del pene; può deteriorare e/o modificare gli spermatozoi, sia nella loro mobilità, nel numero ma anche nella forma; l’aumento di pressione nelle vene provoca un’alterazione ossidativa, uno stato di ipossia ed un calo del testosterone.

Il medico generalmente consiglia al paziente,  dopo essere giunto alla diagnosi di varicocele, di effettuare un esame dello sperma (spermiogramma) che illustrerà lo stato del liquido seminale.

Sintomi

Il varicocele molto spesso è asintomatico o talvolta appena dolente. Infatti, la diagnosi di varicocele viene eseguita in concomitanza di altri controlli di routine. Comunque, quando si supera il 3° stadio si avverte un senso di pesantezza del sacco scrotale in condizioni di normalità. Un maggiore fastidio, al testicolo interessato dal lato di presentazione del varicocele, spesso si avverte dopo aver praticato un’attività sessuale prolungata nel tempo oppure dopo un notevole sforzo fisico o anche dopo un’intensa attività sportiva.

Diagnosi

La diagnosi avviene per esame obiettivo e visita specialistica, oltre ad una serie di indagini cliniche successive.

Durante la visita specialistica, il medico potrà apprezzare i vasi sanguigni dilatati e tastare lo scroto, avvertendo un addensamento tale da fargli valutare lo stadio della patologia.

Il medico dopo una prima valutazione indicherà al paziente di eseguire una serie di esami specifici:

  • esecuzione di ecografia eco-color-doppler dei vasi spermatici;
  • esecuzione di flussimetria doppler;
  • spermiogramma.

Cura e trattamento chirurgico

Generalmente si valuta di sottoporre il paziente all’intervento chirurgico ma molto dipende dall’età del paziente e dal grado di severità della malattia. Molti medici attendono la fase finale della malattia prima di intervenire chirurgicamente. L’intervento si esegue in anestesia locale, nella classica dicitura “a cielo aperto” legando e sezionando la vena spermatica con relativa sclerotizzazione e embolizzazione della stessa.

La degenza è al massimo un giorno; il recupero post operatorio è veloce; il dolore è scarso e il gonfiore dura al massimo qualche giorno. Si consiglia un riposo di almeno un mese per riprendere le attività sportive mentre le normali attività possono essere riprese dopo qualche giorno. L’attivtà sessuale è consigliata dopo un periodo di riposo di almeno 3 settimane. La piena fertilità sessuale si riacquista dopo circa 5/6 mesi dall’intervento; il suo controllo avviene attraverso la valutazione dello spermiogramma.